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Meno male che Cristo cè. Vangelo, sviluppo e felicità delluomo

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Che il Vangelo rappresenti la bussola tanto nel Sud del mondo, quanto nel Nord «sazio e disperato», è dimostrato ogni giorno dal lavoro dei missionari: da un lato essi documentano come la Buona Novella inneschi una rivoluzione nelle società dei diversi continenti, dallaltro criticano il modello capitalista imperante, che esclude i poveri dal gioco senza garantire ai ricchi un autentico «ben-essere» e la felicità. In Meno male che Cristo cè, padre Piero Gheddo, per 35 anni direttore di «Mondo e Missione», rilegge mezzo secolo di dottrina sociale della Chiesa incrociandola con la sua esperienza nelle missioni di tutto il mondo. Incalzato dal giornalista Gerolamo Fazzini, suo successore al timone della più prestigiosa rivista missionaria europea, tocca alcuni dei temi più scottanti dellattualità, dallascesa di Cina e India, alla crisi del mondo arabo, al declino morale dellOccidente, per mostrare quanto sia urgente realizzare la novità di Cristo nella vita sociale ed economica.

Gesù Cristo, risposta alle domande dell’uomo Il tema che mi è stato proposto è molto ampio e può essere affrontato sotto differenti prospettive: il mio desiderio è mostrare, attraverso un sintetico percorso nei Vangeli, come la persona e il mistero per fortuna Cristo c'è, e allora acquistano senso e valore parole come "sviluppo" e "felicità": Lungi dall'essere un ostacolo sulla via della libertà e della liberazione (come, purtroppo, pensano ancora alcuni irriducibili cristianofobi), il Vangelo può diventare il motore di uno sviluppo autenticamente umano, come la Chiesa non si stanca di proclamare e di testimoniare.

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9788871809472 ISBN
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Note correnti

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Sofi Voighua

Ho scritto il volume “Meno male che Cristo c’è”, che grazie a Dio, mi dicono che va bene nelle vendite. Non ha altro scopo che quello richiestomi dall’amico Quarantelli. Il nostro problema, di noi battezzati e anche di noi preti, parlando in generale, è che noi ci crediamo già convertiti, per cui la parola “conversione” quasi non ha più significato.

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Mattio Mazio

Felicità sta nel conoscere i propri limiti ed amarli. Romain Rolland. Ogni età ha la felicità che le è propria. Châtelet. Penso che prima di tutto essere in buona salute vi rende felici, ma funziona anche nell'altro modo. Secondo me è molto meno probabile che un uomo felice si ammali che non un uomo infelice. Russell

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Noels Schulzzi

Meno male che Cristo c'è. Pubblicato il 10-08-2012. di Piero Gheddo ... Lo dice bene il sottotitolo: “Vangelo, sviluppo e felicità dell'uomo”. Un tema molto attuale.

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Jason Statham

Ho scritto il volume “Meno male che Cristo c’è”, che grazie a Dio, mi dicono che va bene nelle vendite. Non ha altro scopo che quello richiestomi dall’amico Quarantelli. Il nostro problema, di noi battezzati e anche di noi preti, parlando in generale, è che noi ci crediamo già convertiti, per cui la parola “conversione” quasi non ha più significato.

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Jessica Kolhmann

Il vangelo non rende tristi e non toglie le speranze di una perfezione nella vita. Tutt’altro: esso non solo non spegne la felicità, ma la proclama. Tutte le ripresentate voci di Cristo incominciano con la grande parola “Beati”, cioè essere felici; avere gioia e pienezza dell’essere. Il vangelo garantisce la felicità… Qui invece c'è un avvio (creazione e fuga dal creatore) che è la premessa indispensabile e il senso di tutto ciò che poi avviene: c'è lo sviluppo di un dramma in cui si determina la scelta tra due opposti destini (quello di Pinocchio e quello di Lucignolo); c'è una "escatologia" conclusiva (ritorno al Padre e …